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Brazil 2011 - novembre

 

Il Mondo di Mezzo

 

L’avvocato ha una pancia da nove mesi che esplode.

Ma il pupo deve aver la testa quadra. Felipe e Carlos gli siedono a lato, sorridenti come venditori di polizze. La sala è gelata, ma tutti gli avventori sono a petto nudo, avvolti negli asciugamani della sauna. La musica di sottofondo è un funky da discoteca, alto abbastanza da rendere difficile la discussione, ma qui non sono i dialoghi a interessare. E' la serata senza asciugamano, almeno per i ragazzi. Li vedi gironzolare per i tavoli con finta indifferenza, aspettando un richiamo.

Alle prime luci della sera, usciti dalla palestra, i sarados fanno capannello sotto il lampione davanti al BigBi, il bar dei succhi e dei panini. Il petto nudo, i muscoli ancora pompati, le sacche da  ginnastica e le biciclette, sorridono all'allegra fofoca di ciò che si è fatto e di chi ha fatto cosa, mandando indietro il racconto non oltre il fine settimana.  Sanno che occhi incuriositi li leccano leggeri come le luci del neon. Poi un saluto e via, liberando il marciapiede dall'immedesimarsi nel sogno di una trasgressione collettiva, preparata con disciplina da tutta una adolescenza, autostima alimentata a steroidi e mangime di strada. Alcuni vanno a casa, mentre altri prendono la via della sauna per arrotondare.

Garotos giovani che ridono cercando di sembrare interessati a quanto dicono i clienti vecchi o grassi o entrambi. Muscoli chiari e nerissimi spinti verso uno sport del corpo che si gioca distesi, alcuni rivelando nella penombra desideri inconfessati, altri  immobili come belle statuine. Al bancone del bar le ombre si mischiano alle deboli luci. Due camerieri preparano pipoca, i cestini di pop corn che tutti amano, accompagnandoli alla birra, coca cola o guaranà. La porta a molla si apre di quando in quando sputando nella sala lucida di nero  un garoto seminudo, o un cliente in asciugamano con occhiali. Dalla penombra le teste gettano gli sguardi cercando di imbrigliare una preda o venire catturati. E' molta routine, le novità sono poche. Occhi stanchi, occhi vigili, occhi timidi, occhi arresi all'inevitabile routine dell'attesa, dicendosi che oramai non c'é più un corpo nuovo, interessante, una terra vergine da divorare con la propria noia. Pelli scure e lucide attorno a muscoli gonfiati dalla voglia di emergere, pupille dilatate dall'eccitazione chimica, vociare di gruppo intorno a una storia di strada che accomuna e riunisce dentro il girone infernale. Nei corridoi al piano inferiore il girone conduce alla sauna secca dove scrutare, ammiccare, tentare un approccio o far finta di niente, o alla sauna a vapore, zaffate di bollori criminali dove venire schiaffeggiati dalle confessioni dei boys, nella nebbia torrida isolati dai clienti, insetti che non osano fiatare. L'attenzione amorevole di qualche garoto in cerca di salire nella suite, che insiste chiedendoti il nome, dischiudendoti il suo, coccolandoti con un'attenzione tenera, amorevole di colui che sussurra all’orecchio la tenera parola: vamos subì? Amore frettoloso, concentrato, insistente come al mercato di strada, che finisce di botto quando capisce che non ti potrà avere. Il ricambio a metà serata fra fuggitivi e rimpiazzi. La corsa all'uscita a notte iniziata, qualche scambio di numeri e un raro bacio lanciato come fiche dal giocatore consumato sul tavolo del prossimo giro di ruota, chissammai, la prossima volta, com certeza…

La musica si inerpica ulteriormente nei decibel, resistendo alle fredde zaffate dell'aria condizionata che esce da bocche tonde ai lati delle colonne, sbattendo sugli specchi tondi, sui muri dipinti di nero.  L'avvocato dà un bacio sulla guancia a Felipe che deve salire a ballare sul cubo, mentre il suo posto viene rimpiazzato di corsa da Vinicius. Il pancione sorride e gli dà il benvenuto con una carezza intima. Poi gli sussurra qualche stupidaggine all'orecchio, sperando di superare il frastuono : "Non so cosa darei per la tua gioventù, ma non voglio essere avido. Mi scuserai se mi accontento di piccoli pezzi..." Vinicius annuisce con educazione, restituendo la cortesia, ma non gli interessa di capire la frase per intero. Le poesie non costano nulla, come i sorrisi.

Gira voce fra i ragazzi che sia l'avvocato Henrique, quello famoso che stava su tutti i giornali, perché difendeva Marlene Pereira de Souza, la madre del traficante Mica, destino di 7 mandati di cattura per associazione criminale e spaccio di stupefacenti, considerato il boss delle favelas di Vila Cruzeiro. Mica era amico di infanzia del giocatore Adriano, col quale crebbe nella comunità di Chatuba, ai piedi della chiesa di Penha, e che frequentava la casa della madre. La donna è sulle cronache, investigata per via dello scandalo delle due moto che il giocatore comprò e che risultano intestata a lei. Non è chiaro a quale titolo. Il Mica ci girava sopra in favela, c'è sempre bisogno di mezzi nuovi, targhe non riconoscibili. E si sa che le amicizie dell'infanzia si conservano anche in età avanzata, perlomeno quelle che si rivelano strategiche. Adriano da ragazzo girava in moto per la favela di Penha, con un'arma infilata nelle bermuda, come ben sa chi ci viveva. Le malelingue non si fermano alla superficie: chi dei due personaggi avrà più bisogno dell'altro? Il trafficante della protezione di un famoso, o il giocatore festaiolo delle forniture dell'amico d'infanzia?

 

 

Ma sono solo supposizioni, l'avvocato dice di chiamarsi Luis, un nome che gli sta largo come qualsiasi altro. Ci sono clienti che danno un falso nome, una falsa professione, perché non voglio lasciare traccia fra i lavoratori del capo. Circolano voci pericolose. Alcuni si lanciano a raccontare storie fasulle, esibendo un lato della personalità che non hanno mai usato, solo per fare impressione al ragazzo. E' come vivere una nuova vita in poche ore, avere la possibilità di essere qualcosa che non esiste nella realtà. Un investimento accettabile. L'avvocato gorgheggia e mima un passo di danza, mentre torna dal bancone con la sua caipirinha. I boys hanno ordinato lasagna e Red Bull. Torna a sedersi e inizia una dissertazione variopinta, che si perde nei meandri del suo stesso stordimento. In sauna hai l'occasione di parlare alla pari con un giovane, e succede di essere ascoltato. Dove altro succede nella vita reale? Sanno che da questo dipende la cena di oggi, la spesa di domani, fors’anche un paio di tennis nuove.

Ci sono i clienti che vogliono innamorarsi, quelli in cerca di passatempo. Gli italiani sono i migliori, pagano e vogliono venire presto, poi rimangono abbracciati per minuti dopo l'amplesso,, così magari poi si impegolano con gli inviti a a cena, le domande sulla vita reale. Quelli americani sono come i brasiliani, vogliono cambiare posizione molte volte, approfittare al massimo per ogni banconota spesa. Puttanieri si, quelli che gostano di sacanagem, scopare a più non posso, con l'aiutino delle droghe.  Mugolano nelle cabile il loro viaggio verso l'ignoto, avvinghiati ai corpi freschi finiscono con la mente schizzata lontano, in mondi dove rimangono soli, e sono forse i più sinceri, pagano per il sesso estremo. Poi ci sono i mal risolti, quelli che vorrebbero essere qualcosa d'altro, qualcosa di meglio, di più interessante, e pagano per fartelo credere, perché tu finga di crederci, per creare una recita ripetitiva in cui tu sempre ci credi e loro sempre si fingono. Si continua a pagare per un mondo felice che é sempre in estrema superficie nemmeno pesante come la sabbia, ma leggero come la polvere.

L'avvocato vuole scattare una foto ad Alan. Lo osserva fuori dalla porta della sauna secca, lui si sta vestendo per tornare a casa, sghignazzando coi colleghi di mulheres e di giria di suburbio, bello come uno studente di liceo. Con quella sicurezza che si raggiunge solo in sauna, abituati ad avere sempre risposte positive, gli prende un braccio mentre gli sta passando vicino e lo apostrofa: Già te ne vai?  Si, ma torno nel fine settimana. Allora lasciami il numero così ti chiamo e vengo solo per te.  Lo segue nello spogliatoio, Alan dopo avergli dato il numero gli chiede 10 reais per andare a casa. Non é mio costume, risponde l'avvocato, poi tira fuori il cellulare per immortalare il suo viso. Para ai, che porra è essa!  Alan si rifiuta con forza. Desculpa. Poi lo sente raccontare la cosa agli amici e continua a lamentarsi. Cose da duri, cosa da macho, chissà come sarà in realtà una volta chiusi in cabina. Montone o capretta? Nel mondo di Orkut, il facebook più usato dei brasiliani, tutti si fanno vedere nelle foto con amici, per questo stanno attenti a non farsi ritrarre da altri senza permesso. Nonostante sia proprio il culto del corpo, del proprio corpo, a portarli in sauna a lavorare. Amano farsi vedere, sentirsi osservati, desiderati. Come i ballerini del cubo, che si sfilano i costumi con un senso del dovere eccessivamente timido, mentre poi, seduti al bar, ti mettono normalmente la lingua in un orecchio davanti a tutti e una mano sotto l'asciugamano. Tutti qui cercando di rappresentare un sogno, ragazzi e clienti, divisi dal ruolo e dai desideri, pronti a saltare a piè pari dall'altra parte della rete. Avrebbe voluto chiamarlo e scusarsi, ma sa che non é l tipo di comportamento che serve con lui; cedere cioé.

Non fa come i gringos che hanno imparato a farsi sempre un garoto in più, come per paura della fame patita, anche se non lo desiderano ma solletica appena la curiosità, tanto per riequilibrare una media iniziata tardi, per mettere in archivio un ulteriore trofeo, che invece di campeggiare nel muro esposto della memoria va a riempire la tristezza di non essere scafato come loro, avvezzo a quella strada del vizio che nasconde lussuria dietro la scusa della necessità. I garotos brasiliani si avvicinano volentieri, pensando che siano non solo dei gringos ricchi, ma uno zio su cui poter contare. L'amore per loro, come l'amicizia, non e' quel sentimento debole, celestiale e mellifluo che si vive nei paesi avanzati. Qui sono più vigili e tesi, dietro il sorriso calcolano le asperità e le ricompense.

A parita' di condizioni sanitarie, dice sempre l'avvocato ai suoi amici di corbellerie, i gays vivono più a lungo perché si tolgono più soddisfazioni. Rio è perfetta, pensa: "spiaggia arte e putaria".

Osservando il corpo lucido dell'ennesimo ballerino che si avvicenda sul cubo, ripensa alla teoria del pollo che impazza nei piatti brasiliani, che "forse per questo c’è un proliferare di gay e lesbiche", secondo il presidente boliviano Evo Morales, amico dell'iracondo Chavez.

Magari potrebbe portarlo in tribunale, sarebbe il processo mediatico del secolo, in un Brasile che ragiona in Tv sullo sdoganamento del bacio gay...

 

 

 

 

 

 

 

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