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Storie sorrisi e riflessioni su:
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Brazil 2011 - dicembre
Educazione e Armi
Vedi in Tv tutta questa negatività, eppure per la strada le persone hanno il sorriso stampato in faccia. Ci
sarebbero mille motivi per piangere, eppure anche i più umili sono
sorridenti. Disoccupati, marginali e trafficanti. Io vedo molta
voglia di vivere, molta voglia di vincere. La favela sembra uno
sporco mondo delle fiabe, un universo parallelo dove gli
uomini sono ancora incompiuti, gli adulti sono in gran parte bambini
che hanno lasciato il pallone e giocano con le armi.
“Una arma è
morte, l'educazione sviluppo”, recita un graffiti dipinto a colori
vividi su un muro vicino alla scuola, col disegno di un ragazzo
magro di colore che balla l’hip-hop calpestando una pistola. E’ una
battaglia di poesie e di speranze, come quella che le società
evolute fanno contro il fumo. Ma a volte gli slogan non bastano.
La polizia non viene di notte fonda, spazio dei banditi, ma in pieno giorno. Spara fra le calli, fra la gente che scappa, spara sul bersaglio evidente come politica di repressione, risposta primaria della cultura della difesa della proprietà e del marketing sicurezza. Ma i banditi sono cento, gli abitanti della favela sono diecimila, spesso ci van di mezzo gli innocenti. E anche se prendi dieci banditi, cosa hai risolto? E quanto costa mantenerli in prigione? La soluzione migliore sarebbe investire in educazione. Ma la politica non sa fare piani a lungo respiro: fra qualche anno governa qualcun altro e magari si prende i meriti. Quindi meglio non far nulla, o solo operazioni eclatanti.
La mancanza
di opzioni, di opportunità, genera la scelta errata, il ragazzo
senza impiego, senza nemmeno le condizioni per avere un piatto da
mangiare, come può pensare di studiare?
L'arma della cultura ha pallottole scarse, si perde nelle calli strette, si confonde nelle tracce della bambina col vestito rosso che se ne sta col dito in bocca, sfugge al topo accanto alla porta di casa, si arresta davanti al campo da calcio in terra battuta, alla saletta dei videogiochi da un real, allo spuntino da un real.
"Un kalashnikov 762 costa 1000 reais? No, dice Beto, fratello di Rodolfinho, il suo prezzo è 26 mila. Com'è che ti accusano di comprarlo al mercato illegale del Paraguay se non hai nemmeno un documento? Dicono che li rubiamo alla polizia civile? Balle. Per me è molto meglio aspettare che un poliziotto lo porti nelle mie mani, io gli pago 20, 30 mila e ce l’ho qui"...
bar e locali a Rio de Janeiro
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