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Barkus Ventura - Paraiso do Pecado

 

h o m e

 

 

 

è uscito !

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PARAISO DO PECADO

 Fuga dal sogno tropicale
 

Barkus Ventura
€19.00

 

 

 

Storie sorrisi e riflessioni su:

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Cincos mortos em Caxias

 EM CHACINA NA FIGUEIRA

 

Assassinato de três homens e duas meninas – uma de 15 e outra de 16 anos – no bairro Figueira, em Duque de Caxias, na Baixada Fluminense, pode ter ligação com o tráfico de drogas. A informação foi divulgada no início da tarde desta segunda-feira pelo coronel Sérgio Mendes, do 15º BPM (Duque de Caxias).

Segundo informações da Polícia Militar, por volta de 7h30, agentes do Batalhão de Caxias receberam ligações que informavam sobre cinco corpos no interior do município, uma das muitas áreas rurais da região.
Ao chegar ao local indicado, policiais encontraram duas meninas mortas a tiros numa rua, e, posteriormente, três homens com idade compreendida entre 20 e 25 anos, também mortos.
“Há informações de que os cinco mortos eram oriundos da Favela Vai quem quer, aqui em Caxias”, informou o comandante do batalhão local.
As vítimas foram identificas.. Danilo Guimarães da Silva, de 23 anos, Rodrigo Biazaty, de 20, e uma adolescente identificada como Maria Helena, de 15 anos, foram mortos a tiros numa casa na Avenida João Ribeiro Barros. O estudante de Direito Pedro Igor Malafaia, de 21 anos, e Raiana Mendes do Nascimento, de 16, foram executados numa casa no mesmo quarteirão. Segundo a polícia, as vítimas estavam em locais ocupados pelo tráfico de drogas da região.
- Um traficante que estava preso voltou às ruas e quer eliminar a concorrência para retomar o controle dos pontos de venda de drogas – disse o delegado Robson da Costa Ferreira da Silva, titular da 60ª D

 

 

 

Brazil 2011 - giugno

 

Luiza

Marcos è stato il primo ragazzo carioca che ho conosciuto, dopo la divertente parentesi della mia avventura con Luiza, la ragazza mora dai capelli di rame e dai costumi arlecchino. Era stato l’orgoglio del turista - pronto a tutto pur di mettere indietro le lancette dell’orologio - a spingermi nella tagliola vaginale della affascinante adescatrice. Occhi dalle lunghe ci­glia marroni, un solo orecchino tondo colore del mare al lobo sinistro, sguardo trasparente, pelle lucida e camminata masco­lina, traboccante di vitalità come il sorriso prensile a trenta­due denti, più pelle che vestiti, più inviti che carezze. Volevo confermarmi di avere un fascino. Una presunzione turistica dalla mira imprecisa, sparare cazzate senza una meta, coll’idea di riordinare un’identità. La prima notte passata in dormiveglia fra centi­metri di pelle sudata, lingue e capezzoli, con la certezza che avrei dovuto farmi di qualche prodotto specifico per rimanere ancora vivo. Poi la capriola dell’amor proprio, messo di fronte all’evidenza: in fatto di sesso lei era troppo avanti, per il solo fatto che io ero costantemente indietro.  Uscire con una donna ti obbliga a farlo anche con il suo cervello, più ravvicinato e globale: alla fine ti domina e ti succhia, obbligandoti a essere uno schiavo che pianifica l’evasione. Noi italiani siamo maschilisti per scarsità di vedute, divisi in settori specializzati, per cui il sesso ha a che fare con l’orgoglio o con l’innamoramento. Un cranio con placca zincata che si ostinata a inserire oggetti tondi in buchi quadrati. Perché amore e carnalità sono solo lontani cugini, e se non si impara a distinguerli subito, alla fine ci si trova la casa invasa da uno sgradevole parentado. A me l’educazione aveva inibito la sperimentazione sguaiata, rele­gando ogni chiarimento nell’oblio, dove s’era rifugiato subito il peccato. Se i dubbi non si curano presto con la costruzione creativa, si trasformano in un andare a palpo confuso, scim­miottando cafonate altrui, mentre le carenze diventano una ruggine che intacca la serenità.

 

 «E Luiza?» Mi domanda. Sorrido, immaginando per un istante di potermi considerare superiore per il solo fatto di vantare storie colorite.

«Mi aveva provocato, quella notte sul marciapiede di Copa» confesso. «Ho immaginato di poter rivivere il passato, gettandomi nel buco senza scrupolo. Ma non è stato sufficiente. All’impegno ci tengo, sono arrivato qui nel tentativo di riscri­vere la mia vita, non di resuscitare i vecchi errori. Ho rischiato di sposarmi un paio di volte in passato, ma probabilmente non ero eccessivamente interessato». Mi sembra che quell’ambizione dia un senso di importanza ai miei tentativi, ma dal suo sguardo intuisco che è l’ennesima posa che finirà per isolarmi in cima alla montagna, mentre in realtà vorrei scendere a terra dove sta lui. Solo ora ho deciso di bruciare le tappe esponendomi alle inevitabili delusioni. Ho calcato le strade cittadine dribblando sguardi rapaci de attratti dal­la visione di uno straniero, ho visitato i marciapiedi dove di notte le macchine rallentano in una sfilata da aste di bovini, ho frequentato decine di locali, scoprendo un lato del Terzo Mondo che di arretrato ha sicuramente i servizi sociali, ma compensa largamente arrangiandosi. Un’aula di vita che con l’ingros­arsi delle possibilità acuisce il discernimento: ho capito che il desiderio non scocca facilmente.

Adesso desidero aggrapparmi a una forma di mini-società atipica: a volte se ne sente il bisogno. Solo lasciando da parte i catenacci della tua educazione morale riesci a scoprire che le abitudini sono una ferramenta geografica. La cultura mi ha fortunatamente lasciato delle chiavi di uscita, una tolleranza possibile nei confronti dell’imprevisto. Non so se lo merito: l’autocritica è una forma di furbizia o una scusa per non arrendermi alle novità che hanno un passo loro, un ritmo a cui non so ancora adeguarmi. Se il dialogo a fiumi e l’eccesso di progetti hanno un peso, potrò schiacciare facil­mente queste paure, ma faccio ancora l’errore di inondare di parole qualcuno che mi sta ad ascoltare, girandoci intorno in­concludente.

 Fra una stretta di mano e una carezza sensuale non c’è ostacolo alcuno, un sorriso davanti a una battuta o davanti al corpo nudo è lo stesso. Mi ha confuso l’atteggiamento liberale brasiliano, e mi ha rapito. Mi ero fatto catturare subito da Luiza, quel giorno sul calçadao di Copacabana, il marciapiede decorato a onde la mia prima notte sul suolo brasiliano, perché era la prima seduzione da turista nel mio raggio di azione e poi perché lei mi aveva sorriso con quella capacità di oscurare il tutto intorno. Ave­vo ricambiato il sorriso, come mi avevano insegnato, per amor proprio diciamola tutta.

Era l’orgoglio di mettere una crocetta sull’elenco delle conquiste, una tacca sul calcio della pistola maschile da mostrare agli amici. E siamo finiti subito al motel Luna, fra luci regolabili a rotella e video porno in tv, nel letto rosso tondo bordato di similpelle. Una coreografia che faceva pensare subito alle acrobazie, liberandoti dall’immaginazione. Le sue mani avevano subito dettato legge gettandomi a terra e iniziando a controllare la mia pelle centimetro dopo centimetro. Toccava e strizzava, accarezzando e torturando le zone più deboli, dimo­strando una familiarità con i confini del godimento e dell’agonia.

Poi era passata all’uso della bocca, delle labbra e della lingua per intrufolarsi nei miei segreti più peccaminosi. L’avevo lasciata fare fino a quando aveva proposto la sua pelle come contropartita. Non avevo saputo fare altrettanto, scoprendo subito che gli ita­liani sapranno pure fuggire ma non sanno perdersi. Aveva reagito riprendendo l’iniziativa, una donna con piglio volitivo senza l’aria di preoccuparsi. Si era andata a prendere quello che cercava e senza guardarmi mai in faccia si era messa a cavalcare davanti e didietro fino a esplodere in un lago di sudore.

Dopo nemmeno un bacio, solo sorrisi, e poi subito al Bingo, a incontrare le ami­che, noi stretti a braccetto come due innamoratini, lei civettuola e raggiante, io imbarazzato e orgoglioso. Una serata ripetuta an­cora nella mia stanza d’hotel, dove lei aveva finito per mettere radici. Le amiche sempre incontrate per caso, troppo per caso in spiaggia, al ristorante, alle serate musicali. La sua amica del cuore Steffany era così del cuore che si tenevano spesso per mano, ma è solo un’amica, cercava di convincermi quando eravamo soli. Non le avevo chiesto niente, era lei che insisteva.

Non ho saputo spiegarmi, mentre si baciava con Steffany non mi sono fatto domande. Ho ricordato che nei nostri incontri era un tutto turbinio di lingue e carezze mentre mi domandava se volevo affittare un appartamento per noi due, dove potevo trascorrere le ferie future. I miei sogni sono ancora pieni delle mammelle turgide di Luiza, della sua bunda carnosa, del colorito di ambra dorata che friziona sopra di me, mugolando e sussurrandomi parolacce colorite che comprendevo appena, ma mi eccitavano più della sua lingua, più dei baci che finivano negli angoli più perduti del mio desiderio ine­spresso.

La scoperta della terra di nessuno erotica ha un sapore di rivincita, mi ha spinto a dimostrare che nemmeno di me stesso avevo mai osato scoprire ogni cosa. Schiaffeggiare dà un senso di potere, ignoranza prorompente senza cavilli intellettuali. Dare e ricevere è come un gioco a mosca cieca, dove ognuno vuo­le primeggiare, ma qualcuno non vede l’ora di arrendersi. Sono fuggito consapevolmente al gioco di Luiza, contento di averle caricato addosso anche le mie bugie e ora mi piace finalmente abbandonarmi, cercando di essere a letto qualcosa che assomiglia alla persona importante e decisa che mi considero nella società, senza dovermi impegnare con la parentela, sperimentando nuovi orizzonti. Amo sapere che sto dalla parte del padrone.

Inseguivo questa soddisfazione da una vita, oltre il promontorio delle precedenti compagne, un modo di stare solo, con un corpo che mi assomigliasse e il Brasile mi ha solo concesso l’anonimato sufficiente per raggiungerla. Vago nel desiderio di dimostrarmi migliore, degno ed esclusivo, sperando un giorno di meritarlo completamente. Perché è difficile costruire una nuova esistenza calzando la pelle di qualcun altro. Alla fine qualcuno deve decidere di arrendersi a nuovi compromessi che sono l’anticamera dell’infelicità e delle ripicche, ma non sono io il più smaliziato. Partito con il desiderio di investire tutta quella determinazione, alla fine mi devo arren­dere alla triste verità: i brasiliani non fanno alcuno sforzo per avvicinarsi all’educazione e al rispetto perché non sono interes­sati alla dignità.

Occorre bypassare la ricerca della perfezione per accontentarsi di un barbaro compromesso: il brasiliano non è un amante raffinato, un macho orgoglioso, né un romantico fedele. È piuttosto la moderna rappresentazione del giocattolo disponibile, aperto a tutte le sperimentazioni, buono per qualsiasi evento. L’avidità di sapere che le occasioni non capitano, ma si strappano con i denti e con le carezze, giustificati dall’indigeno profitto, invece che dall’imperiale consenso. Confondendo in questa caccia il desiderio con il diritto.

 

esrtatti da Paraiso do Pecado - Ed Albatros

 

 


 

 

CINQUE MORTI macellati in Caxias

L'o
micidio di tre uomini e due ragazze - una di 15 e un'altra 16 anni - nel quartiere di Figueira, in Duque de Caxias, nella Baixada Fluminense, può essere legata al traffico di droga. Le informazioni sono state pubblicate nel primo pomeriggio di Lunedi dal colonnello Sergio Mendes, il Battaglione 15 (Duque de Caxias).
Secondo informazioni della polizia militare, intorno alle 7.30, gli ufficiali del battaglione hanno ricevuto chiamate da Caxias che hanno riferito di cinque corpi all'interno della città, una delle molte aree rurali della regione.
Al suo arrivo nel luogoo indicato, la polizia ha trovato due ragazze uccise in una strada, e più tardi, tre uomini di età compresa tra 20 e 25, anche queste uccise.
"Ci sono rapporti che i cinque morti erano abitanti della Favela Viene Chi Vuole, qui a Caxias," informa il comandante del battaglione.
Le vittime sono state identificate in Danilo da Silva Guimaraes, 23 anni, Rodrigo Biazaty, 20, e una adolescente identificata come Mary Ellen, 15, stutti uccisi in una casa in Avenida Joao Ribeiro Barros. Lo studente di legge Peter Malafaia Igor, 21 anni, e l'amica Raiana Mendes, 16 anni, sono stati giustiziati in una casa in fondo all'isolato. La polizia ha detto che le vittime si trovavano in luoghi occupati dal traffico di droga nella regione.
"
Un trafficante di droga che è stato arrestato ed è tornato in piazza vuole eliminare la concorrenza a riprendere il controllo di punti vendita",  ha detto il delegato Robson da Costa Ferreira da Silva, in capo al 60° Dipartimento di Polizia.


 

 

 


 

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