p a r a i s o  d o  p e c a d o       .     l i b r i      .    b l o g      .     a r t i c o l i      .      f o t o       .     a b o u t      .      e v e n t i     .     c o n t a t t i 

Barkus Ventura - Paraiso do Pecado

 

h o m e

 

 

Storie sorrisi e riflessioni su:

http://ciaobrasile.jimdo.com

   Se misturar num mar de humanidade nas ruas carioca aonde os corpos reúne-se implica pra nos europeus reprimidos um mergulho que faz nossa cabeça girar. É a percepção do poder de fazer algo proibido, mas natural. Sair liberado de uma falsa hibernação, despertado por um piscar de olhos altivos, nacional...

   Finalmente eu aprendi a não fazer deslizar saliva abaixo do queixo : pondo a língua redondinha e cuspindo o jato. É isso aí. Nao chegando a jogar o muco entre os dentes como uma facada, mas já me levanto da gente fina. Sempre me deu uma sensação de constrangimento, mesmo de inferioridade. Vendo aqueles caras cuspir com tal habilidade, quanto um bom  chute de craque na bola, as pessoas que estão sempre na rua que sabe muito e torna-se intimidade. Cuspir no chão tem um que de superior, a estrada não se importa porque sabe que a vida é um acordo entre os ladrões e os arrogantes aonde para suportar a fraqueza você finge tudo, ainda ser malandro. Você è humiliado por la milícia, a dignidade e a presunção de amigos como aquele que hoje chegou a tirar onda com um celular roubado. Cuspir no chão, hoje, é inveja, a separação da linha em que cada um fingi-se menos que um perdedor. Amanhã vamos tentar novamente, caso contrário, vou passar por uma mocinha. Nãda é preciso dizer, sò uma mão no bolso, um cigarro, uma cerveja na mão. Se houver, talvez um olhar um pouco longe, separado neste mundo infame. Cuspir a raiva ...

 

 

 

uLTIMI aRTICOLI dI bARKUS

settembre 2010:

WILLIAM L'ACCATTAROBE

I CONFINI DEL REGNO

FILM DI STRADA

LA MIA NAMORADA E' UNA SAPATAO

DONNE  A CACCIA DEL NERO

STUPRO INDIO

LEGGE DELLA BANANA

 

 

 

 

 

 

 

 

Brazil 2010 - luglio agosto

 

Fondersi in una marea di umanità che per le strade carioca si incontra e si tocca a noi europei repressi fa girare la testa.  È la percezione elettrica di fare qualcosa di proibito eppure di naturale. Uscire liberato da un finto letargo, risvegliato da uno strizzar d’occhio appariscente, nazionale. Per capire il concetto di Festa occorre comprendere le aspettative di un popolo intero.

 

 

.  Rio de Janeiro.  1 agosto 2010

 

Imparare a sputare

Ho imparato anch'io finalmente a non farmi colare la saliva sul mento: arrotondo la lingua a zufolo e soffio di getto. Tutto qui. Non ci arrivo a schizzare il muco tra i denti come una stilettata, ma già mi elevo dalla gente perbene. Mi ha sempre dato un senso di imbarazzo, anzi di inferiorità. Veder quei ragazzi sputare con tanta maestria, un tiro bravo come un calcio sicuro dato al pallone, gente che sta sempre nella strada che la sa lunga e diventa intimità.  Sputare a terra ha un che di superiore, la strada non si cura perché sa cos'è la vita, un accordo fra ladri e strafottenti dove per resistere alla debolezza devi far finta di tutto, anche di essere un duro. Te le suona la milizia, la dignità e la presunzione degli amici, quello che oggi s'è fatto vedere con un cellulare rubato. Lo sputo a terra oggi è invidia, distacco dalla linea sulla quale ognuno si confronta per dire d'esser meno perdente. Domani ci tento ancora, sennò mi dicono che sono una donnicciola. Non occorre asserire, basta una mano in tasca, una sigaretta, una birra in mano. Se non c'è magari uno sguardo un po' lontano, separato da questo mondo infame. Sputar la rabbia...

 

Colpevole innocenza

 

.  Rio de Janeiro.  3 luglio 2010               

...D ue di loro mi corrono intorno, e io mi aspetto che vengano a domandarmi la solita moneta per mangiare qualcosa. Invece uno con un guizzo mi mette una cosa al collo che vuol essere minacciosa, ma forse è solo il manico di un cucchiaino da caffè.

«Tira fuori il denaro» urla. L'altro da dietro mi strattona lo zainetto gridando «molla, molla!» mentre io faccio resistenza, invitando la combriccola alla calma. Quello alle prese con il mio collo si fa più insistente. «Dammi il denaro, dammi il denaro!» ripete minaccioso. Nonostante tutto non ho paura, non riesco ad avere paura. L'altro è sempre aggrappato sul mio zainetto e non riuscendo a strapparlo mi mette una mano in tasca prendendo le chiavi ...

 

segui le storie di Barkus: http://musibrasil.net/2010/05/i-confini-del-regno/

 

ooOmOoo

 

 

.  Rio de Janeiro.  3 luglio 2010

 

    Sotto gli archi un corri-corri di piccoli malandrini si apre tra la folla in salita, cercando rifugio verso l’oscurità: sono i meninos de rua, tutti di colore nero, scalzi, metà vestiti e metà con fumi di colla nei polmoni. Pèll’amò-di-ddéus, un altro cellulare rubato, sentenzia distaccato Cauà soffiando sul suo sigaretto brunito cerchiato da una minuscola fascetta dorata. Non fuma molto, beve solo nel weekend, o nelle feste di strada...

 

http://musibrasil.net/2010/04/film-di-strada/

ooOmOoo

 

 

 

ARCHIVIO

dicembre 2010  novembre2010  ottobre2010   luglio2010  maggio2010   aprile 2010 

 marzo2010   febbraio 2010   gennaio 2010   dicembre 2009   novembre 2009

 

Prima pagina

   

 

Entra nel Blog

 

ARCHIVIO

dicembre 2010

novembre2010

ottobre2010

 luglio2010

. maggio2010

. aprile 2010

- marzo2010

- febbraio 2010

- gennaio 2010

- dicembre 2009

- novembre 2009

 

   I finally learned not to get my saliva drool on chin : rounding the tongue and whistle a blowing jet. That's it. I do not get there to sketch the mucus between my teeth like a stab, but already I raise from chic people. This has always given me a sense of embarrassment, even of inferiority. Seeing those guys spit with such skill, as a good a shot to kick the ball, people of the street that knows a lot and becomes intimate with it. Spit on the ground has something more, the road does not care of it because it knows what life is an agreement between thieves and arrogants, where to withstand the weakness you pretend everything even to be hard. Hi,iliated from the militia, the dignity and the presumption of friends, the one we now see proud with a stolen mobile phone on the hand. Spit on the ground now is envy, separation from the line on which each challenges to show himself less than a loser. Tomorrow I'll try again, or else they will tell me I'm a a sissy. No need to say, with one hand in my pocket, a cigarette, a beer in hand. If not, maybe a look a bit separated from this infamous world.  Spitting anger ..

 

 

 

 

 

 



 

e-mail a : barkus  su ymail.com

© 2002 - 2010. Todos os direitos reservados. Este material não pode ser publicado, utilizado de qualquer forma, reescrito ou redistribuído sem prévia autorização.

Copyright © 2002 - 2010. Tutti i diritti riservati. Questo materiale non può essere pubblicato, riscritto, utilizzato in qualsivoglia forma o redistribuito senza previa autorizzazione